I cani che parlano

di Stefano Assandri

Ciao! Io sono un cane che ha imparato un mestiere. Sono un cane piemontese da tartufo. Eh, sì, proprio quelli che piacciono tanto al mio padrone e a tutti i buongustai. Ne trovo di così grossi che a volte li scambio persino per patate. Il mio fiuto è impeccabile e il mio padrone mi dà ricompense buonissime e carezze speciali ogni volta che ne trovo uno. Più grosso è il tartufo, più grossa e gustosa è la ricompensa.

Anch’io sono un cane! E anch’io ho un mestiere. Sono un pastore tedesco. Io scovo la droga. Sono utile, difendo la legge. Il mio padrone mi adora, e io adoro lui. Lavoro all’aeroporto e non passo certo inosservato. Persino qualche femmina canina non disdegna di guardarmi, e sapeste quante arie che mi do… Sono sempre pulito, senza zecche o pulci.

Buonjour! Io sono una cagnetta barboncina di razza pura. Arrivo dalla Francia. La mia padrona ha più di ottanta anni. È dolce con me. È un po’ lenta, ma anch’io non sono da meno. Difatti sono più da compagnia che da corsa o da riporto. E poi alla mia età… Ogni tanto penso che se la mia padrona dovesse morire prima di me morirei di dolore anch’io, ma lo farei sulla sua tomba. La mia padrona è très jolie, mi mette il cappottino quando fa freddo e l’impermeabile quando piove.

Ciao! Io sono un cane che fa il mestiere più paziente del mondo. Accompagno i ciechi per le strade. Senza di me si sentirebbero persi e tante cose che con me fanno, non le potrebbero fare. La mia padrona è cieca ma quando deve accarezzarmi la testa non sbaglia mai la mira. Io la ringrazio leccandole il viso in segno di riconoscenza. Quanto bene ci vogliamo. La porto ovunque, anche sul tram. Mi hanno insegnato il mestiere più importante che un cane possa imparare.

Ciao a tutti! Io arrivo dalla Svizzera. Sono un San Bernardo. Un cane da soccorso. Sto sempre al fresco, in montagna. Sono molto attaccato al mio padrone, con lui posso giocare come quando ero un cucciolo. Viviamo in un rifugio alpino e quando c’è bisogno di noi, tac! Siamo pronti! Ho salvato più di quaranta persone scavando nella neve. Il mio padrone è fiero di me. Io e lui siamo una cosa sola.

Eccomi! Anch’io voglio dire la mia. Io sono stato molto fortunato! Il mio vecchio padrone mi aveva abbandonato in strada ma un umano con un cuore grande così mi ha trovato e adottato. E ora non ci lasciamo mai. Il nostro è stato amore a prima vista. Non sono un cane di razza ma sono tanto felice lo stesso, soprattutto di aver trovato una casa e un padrone buono.

Anche io avrei qualcosa da dire, se posso… Sono un cane randagio. Ucraino. Vivo in strada. Non ho imparato un mestiere perché nessuno me l’ha insegnato. Non ho un padrone perché sono malconcio e sfortunato. Qualche umano, disumano, ha deciso che per permettere a qualcuno di giocare a calcio, io devo essere ammazzato. Per ora sono ancora vivo ma presto mi daranno una polpetta avvelenata e mi butteranno dentro un piccolo forno a bruciare. Perché? Questa è la domanda che vorrei fare agli umani prima di morire. Addio amici. Ricordatevi di me e non dimenticatevi mai che il cane è sempre stato il vero e unico Amico dell’uomo.

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