Il fiume dell’amicizia

di Francesco Luigi Schiavon

Brano concesso in lettura da CIESSE Edizioni

 

Caro diario,

lo sai che il percorso del fiume equivale al percorso dell’amicizia? L’ho capito l’altra domenica quando stavo pescando lungo il fiume Brenta, immerso in un silenzio impaziente, in attesa che un pesce abboccasse all’esca che avevo accuratamente preparato. Guardavo il punto dove la lenza spariva nell’acqua limpida e calma del fiume, il fruscio delle fronde degli alberi accompagnava il mio lento pensare, la fragranza della lavanda in fiore completava questo intimo istante di pace. In questi momenti il tempo è dilatato e le riflessioni si fanno spazio fra i pensieri concitati della quotidianità.

L’amicizia nasce da un’improvvisa sorgente di emozione: un piccolo ma intenso guizzo di sentimento che sgorga dal cuore e che può legare due persone per l’intero cammino della vita. Nasce con forza e intensità, con timidezza e stupore, ma può superare ostacoli improvvisi e avere l’incoscienza e il coraggio di andare avanti senza fermarsi.

Si trasforma poi in un impetuoso torrente quando cerca di diventare più profonda: arriva il confronto e, talvolta, il duro scontro. Il disaccordo spesso allontana, ma forse rende più forte un’amicizia rispetto a un legame senza contrasti, i quali la rendono più intensa e più sincera. Alcune volte, dopo una discussione violenta come lo scroscio di un’imponente cascata, il legame fra due persone diventa più consapevole e onesto: ecco che nasce la fiducia, sfumatura che rende l’amicizia preziosa e la trasforma in un vincolo indissolubile.

E poi c’è il fiume della vita che, con il suo lento scorrere, trasporta la quotidianità, le gioie indimenticabili e i dolori profondi. In ognuno di questi momenti l’amicizia gioca un ruolo fondamentale. La presenza costante di un vero amico rende speciale la routine di ogni giorno perché rallegra la noia e alleggerisce gli impegni; inoltre, condividere con lui le gioie e i dolori rende questi attimi comunque speciali. E infine, anche se la vera amicizia sfocia nel mare della crescita, rimane comunque un punto di riferimento, come un faro per le navi nelle notti nebbiose. Il non sentirsi per lungo tempo non rovina un legame sincero, anzi rende il nuovo incontro un giorno indimenticabile.

Caro diario, ti domandi se io ho un vero amico? La risposta è no, lo sto ancora cercando. Mi chiedi come lo immagino? Un ragazzo dai modi gentili, generoso, educato, che sappia apprezzare le mie qualità ma anche i miei difetti, anzi, che mi aiuti a migliorarli, magari con l’aiuto di una sana risata. Io nei suoi confronti vorrei essere una persona corretta e sincera, che porta rispetto verso le sue scelte, anche se non condivise. Sarebbe un’amicizia speciale se riuscissimo entrambi ad ammettere i nostri errori e farne un tesoro di crescita.

Caro diario, talvolta hai ragione, mi sento solo e non apprezzato: i ragazzi che frequento non comprendono i miei modi onesti e sinceri e l’impegno che metto nel cercare di essere un buon amico, talvolta sento che sono invidiosi se ottengo dei buoni risultati. Penso tuttavia che lo scorrere del tempo, come lo scorrere della corrente delle emozioni, porterà tutti noi a una maggior maturità e così potremo trovare dei punti d’incontro per diventare veri amici. Ti saluto, mio caro diario, in fondo tu sei un amico attento che ha sempre la pazienza di ascoltarmi!

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